Bimbo…

Tempo fa conobbi un bambino.

Aveva addosso un’incredibile "vivacità", così la chiamavano le maestre.
Il bimbo riceveva praticamente tutto ciò che chiedeva ai propri genitori, anche quel bel robot che tanto aveva desiderato vedendo la pubblicità, quello telecomandato col vassoio e le ruote che ogni tanto lasciavano graffi sul parke facendo incazzare il Babbo.

Il bimbo aveva tutto ciò che voleva, ma era un diverso. Non aveva tanti amici…nessun altro bambino lo invitava a giocare a casa propria e la stessa cosa valeva per i compleanni. Ma dopotutto anche lui non invitava mai gli altri…sarà forse perché festeggiava gli anni di dicembre quando tutti erano in vacanza.
Però al suo undicesimo compleanno una festa la volle fare. Fu più che altro la madre a spronarlo…dopotutto ormai era un ometto, faceva la prima media.
Anticiparono la data al 18 e a quella festa invitò una ventina di persone, mamma comprò tanti addobbi, torta e candeline…ma di tanti invitati solo due vennero.
Eppure fu una giornata felice…forse l’unica in quel periodo.
La "festa" la fece nella casa del padre, quella con sotto il grande giardino dove spesso passava pomeriggi a sparare pallini di plastica alle lattine vuote col papà.

Quel bimbo lo conosco ancora…adesso ripensa a quei giorni con malinconia. Ora che di amici ne ha tanti sembra quasi che quei giorni non siano esistiti, ma sono ancora lì, basta tirar fuori un vecchio calendario del ’99 e tutto torna come prima.

Bimbo, non piangere…ci sono qua io e sono tuo amico.

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