Krittika, pronounced like Critical
Bangalore è una città fantastica, parte di un’India che a tratti ami e a tratti odi. Un’India che sa farsi amare e detestare, ma in modo forte ambedue le parti.
Krittika è una ragazza che ho conosciuto in ostello. Magra alle ossa, triste, passa le sue giornate a piangere e dormire. Qualcosa non funziona, Krittika non funziona.
Ho esordito, senza neanche sapere perché, chiedendole se fosse una acchiappa sogni, una Dream Catcher. Non intendevo offenderla, anzi, me la sono davvero immaginata così.
Anche io inseguo sogni, o almeno ci provo, mi sembrava opportuno anche se decisamente invadente e fuori luogo chiederle se dormisse tanto per recuperare i suoi. A parer mio poteva esser triste perché quei dannati sogni sono sfuggenti, maledetti bastardi.
Le ho detto che sembra proprio una persona buona, lei mi ha detto “ultimamente non sono granché a posto” e io le ho detto che prima di considerare rotto il motore devi almeno provare a girare la chiave nel modo giusto. Mi ha detto che significa molto per lei.
Sì. Ha detto così.
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