Come una goccia che scivola sul vetro.

L’autunno mi si è ficcato tra i punto croce della lana che mi son trovato addosso. Si dice autunno, ma si confessa inverno.

Sono una mezza stagione anche io.

Quel che si professa ateo ma è agnostico, o meglio si ostina a parlare di un dio che è certo non esista. Di un, non più ad un.

Si manifesta anticlericale e poi avvia una collaborazione con un settimanale cattolico.

Fuma elettronico, ma non per smettere di fumare…

Fa il programmatore, ma si concentra sulla grafica…

Vende contratti di telefonia, ma parla di comunicazione…

…la via del grigio.
 

Se dovessi scegliere tra bianco o nero, vorrei essere nero in un abito bianco. Il bianco si sposa bene con l’esterno, con il riflesso latte della luce che gli urta contro. Il bianco ha sempre vinto anche sul nero, quando si parla di luce.

Mi spaccerei per bianco, ma dentro sarei nero color pece. Protetto nel guscio, così che la luce non mi rovini la pienezza. Un compimento denso nell’opaco che sfugge al grigio/bianco dei riflessi.

Invece sono grigio.

Grigio come le cose lasciate a metà. Un pennarello mezzo scarico e mezzo pieno, che dovrebbe dosare il suo inchiostro per scrivere qualcosa di leggibile. O magari limitarsi a completare quel che iniziano a scrivere gli altri.

more.

imenti.

voro.

turo.

ilibrio.

bilità.

nessere.

tecipare.

goglio.

apà.


1 Comment

  • LogorroicaMente

    Non penso esistano alternative all’essere contraddizioni viventi: c’è sempre qualcosa d’altro che ci spinge a turbinare qua e là, proprio come alcuni di noi vorrebbero essere neri vestiti di bianco.
    E poi le parole a metà non meritano il castigo di essere completate: che rimangano potenziali, imperfette, pronte a declinarsi come preferiscono.

    17 Nov
    Replica

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